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Critical Mass per social network

– Dove si parla di social media, social network, bici e mobilità sostenibile –

È possibile applicare all’attivismo online, ovvero quello attuato sui social network, gli stessi criteri operativi di attivismo legati alla Critical Mass, il famoso “ritrovo spontaneo” a cui partecipano migliaia di bici con il fine di sensibilizzare le persone all’uso di questo mezzo di trasporto in città?
Si direbbe di sì, a giudicare dai risultati del workshop #biketopoli, organizzato nel contesto del Corso di studi in Design del Politecnico di Torino in collaborazione con l’Associazione Bike Pride Fiab Torino.


Il workshop, pensato come un laboratorio online, ha esplorato l’utilizzo di alcuni tipici pattern di comunicazione nei social media ai fini della promozione della “mobilità nuova e sostenibile”, con particolare attenzione all’uso della bici come mezzo di trasporto.

La Rete non è nuova a questo tipo di esperienze – basti pensare alla campagna #salvaiciclisti che ha messo in collegamento persone e idee di ogni dove – ma in questo caso si è cercato di portare alcuni concetti su un livello totalmente nuovo.

Gli studenti, guidati da Andrea Zanchetta di Q – creative science nella veste di tutor di progetto e da Diego Enrico Panzetta in quella di referente tecnico Bike Pride, hanno indagato un’ampia gamma di metodi di comunicazione.

Dal più tradizionale  video per confrontare bici e auto a parità di percorso, all'animazione che si fa beffe della pubblicità di una nota marca automobilistica, passando per approcci più aggressivi, quali l’uso di viral per attirare nuovi interlocutori o una operazione di guerrilla marketing che lavora su “false notizie”. Si è sperimentato anche un format di magazine su Facebook con tanto di “open interview” e si è realizzata una vera partnership tra AIESEC (organizzazione studentesca su scala globale) e lo stesso Bike Pride. Infine, per non rinunciare a un po’ di divertimento, c’è anche una sarcastica pagina di Facebook con soli meme a tema bicicletta.

Il workshop si è concluso con un flash mob online – o se si vuole, una Massa Critica online – per diffondere i progetti sviluppati. Spammer per un giorno, i profili social sono stati intasati con i lavori di #biketopoli ma, come avrete capito, tutto ciò è stato fatto a fin di bene, per promuovere lo sviluppo di città più sostenibili.

Si può stimare che complessivamente i messaggi veicolati per promuovere l’uso della bici abbiano raggiunto tra le 20 e le 30 mila persone nelle sole due ore del flash mob ma, dato che i prodotti di comunicazione sviluppati rimarranno ancora disponibili online, questi numeri sono da ritenersi solo l’inizio di quelli che potrebbero rivelarsi ben altri risultati.

Il lavoro svolto per il workshop è stato anche ripreso in un articolo su Young, il magazine online di Repubblica Torino dedicato a chi vive, lavora o studia a Torino e ha meno di trent'anni.

Per ripercorrere la storia e condividere i risultati del workshop, cercate l’hashtag #biketopoli sui più comuni social network, come  FacebookTwitter.



Post scritto a quattro mani dai tutor del workshop
Diego Enrico Panzetta e Andrea Zanchetta





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